Uno Bianca manca sempre qualcosa per la verità

La storia della Uno Bianca, tristemente nota per le sue vicende criminali, rappresenta un capitolo oscuro della nostra memoria collettiva. Le parole di Alberto Capolungo, figlio di un carabiniere ucciso nel 1991, evidenziano come nella ricerca della verità spesso manchi ancora qualcosa. Questa riflessione invita a un'analisi approfondita di un episodio che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra società.

"C'è sempre qualcosa che viene a mancare". Sono le parole di Alberto Capolungo, figlio di Pietro Capolungo, carabiniere in pensione ucciso nel 1991 dalla banda della Uno Bianca all'armeria di via Volturno, a Bologna, a fare riflettere. Sono passati 35 anni dalla strage del Pilastro, sempre in periferia del capoluogo, dove furono massacrati i tre Carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, e, nonostante i processi e le condanne, restano ancora alcuni punti oscuri nella vicenda. Ma Capolungo, ieri, ha fatto una lunga riflessione sulla perdita e sul tempo che passa. "Non è la rabbia il primo sentimento che mi caratterizza - ha spiegato il presidente dell'Associazione familiari delle vittime -. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.itImmagine generica

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