L’istante in cui le reti ammutoliranno Lettera da una protesi

In un tranquillo mattino domenicale, una coppia si dedica a una semplice incombenza: chiamare il cassonetto per la raccolta dei rifiuti. In questo breve momento, l’autenticità delle routine quotidiane si svela, lontano da sensazionalismi. È un’immagine che invita a riflettere sulla routine e sulla tecnologia, e sul suo ruolo nel nostro vivere quotidiano, in un contesto di sobrietà e naturalezza.

Le sette di una domenica mattina. Verso Prati una coppia matura, dignitosamente vestita, è intenta con uno smartphone a chiamare un cassonetto della spazzatura. Sì, i due hanno socchiuso il coperchio e attendono con ansia di sentirne un trillo. Ma, il cassonetto non risponde. “Non è qui”, fa la moglie, desolata. “Per fortuna non ci ha visti nessuno”, dice lui, riguadagnando il portone di casa. E’ solo l’ultimo capitolo di un’epopea: il cellulare e io. Per molti anni l’ho perso ovunque, ossessivamente. L’ho lasciato in freezer, l’ha seppellito nella sabbia il cane, più volte ho tentato di affogarlo. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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