Davanti alla calza eravamo meno tonti allora di oggi

Un tempo, prima che tutto diventasse più sfumato e razionale, credevamo davvero nella magia della Befana. Ricordiamo quei momenti di stupore e meraviglia, quando la notte portava doni e sorprese, e il cuore batteva forte davanti a una calza piena di dolci e carbone. Oggi, con la maturità, possiamo riflettere su quei ricordi, riconoscendo l’incanto di un tempo in cui la fantasia prendeva il sopravvento sulla realtà.

Ma voi ci avete mai pensato che c’è stato un tempo vero, concreto, segnato e delimitato dagli orologi e dai calendari, durante il quale io sottoscritto tal dei tali, di anni assai che contar non vale, ha creduto veramente che nel profondo della notte e dalla fuliggine del camino la Befana (nella foto), una vecchia che più brutta non si può, venisse giù col favore delle tenebre ad attaccar e per me, solo per me una calza tutta sbirluccicante d’oro e d’argento, piena soprattutto di mandarini, caramelle, carbone dolce e anche vero, sul bordo del caminone della cucina alto come una casa di un piano? Adesso non tirate fuori quel sorriso da volpe astuta di quelli che avevano già capito tutto fin da allora con quella faccia da "pirla" che si vede da lontano un miglio che state mentendo: voi vorreste venire a dire a me, in piena scienza e coscienza, che quando andavate ancora alle elementari, fra l’altro in tempi in cui alle 8 di sera era già tutto scuro e tutti a nanna, voi, dicevo, sapevate bene fin da allora che la Befana erano in realtà i vostri genitori che vi attaccavano tutto quel ben di dio apposta per voi? Ah è così? E allora come vi spiegate il cuore che vi balzava in gola, il fiato che vi mancava per la sorpresa, lo splendore che vi si accendeva dentro il petto, quando improvvisamente, accendendo l’unica lampadina della cucina, fra i "bagaroni" che fuggivano impazziti da ogni parte e il gelo che pelava, con mano pura posavate le vostre manine su una cosa (la calza) che oggi Amazon si rifiuterebbe perfino di trasportarvi a casa? Era là, attaccata alla cappa nera di fuliggine che aspettava voi ed era lì solo per voi, arrivando dalla profondità delle tenebre. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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