Il calvario di Alemanno è la svolta umanitaria partita da Rebibbia
L’arresto di Gianni Alemanno rappresenta un momento delicato e complesso, che mette in luce le sfide della giustizia e della riabilitazione. La vicenda, partita dal carcere di Rebibbia, invita a riflettere sui percorsi di cambiamento e sulla dimensione umanitaria di un sistema penitenziario che mira alla riabilitazione. Un’occasione per comprendere le implicazioni di un episodio che ha coinvolto un protagonista della vita politica italiana.
È triste, ma anche gioioso abbracciare Gianni Alemanno - sia pure metaforicamente - nell'anniversario della sua inopinata detenzione. Nei giorni scorsi abbiamo avuto la possibilità di farlo di persona, in carcere. Ma un anno dopo è un anno dopo. Abbiamo condiviso decenni di militanza politica e sapere ancora recluso uno dei leader della destra italiana fa male. Ma ora, al giro di boa, c'è anche la certezza di dover solo attendere la sua uscita di galera di qui a qualche mese. Tante persone che sono andate a trovarlo a Rebibbia sono univoche: il morale non è fiaccato, il carcere non lo ha distrutto. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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