Mattarella visto dai giornali che non escono
Anche senza giornali in edicola, le riflessioni sul discorso di fine anno di Mattarella continuano. La sua comunicazione si trasforma in uno specchio delle tensioni e delle speranze del Paese, interpretata in modi diversi da chi cerca segnali di stabilità o di cambiamento. In un momento di immobilità editoriale, il suo intervento resta comunque un punto di riferimento per comprendere le sfide e le attese dell’Italia.
I quotidiani oggi riposano, ma le ossessioni no. Così il discorso di fine anno del Presidente diventa uno specchio perfetto: ognuno ci legge ciò che teme, ciò che spera, ciò che combatte. Dal Mattarella trumpiano al Mattarella golpista, passando per il guerrafondaio e il cieco sull’Islam. I giornali oggi non sono in edicola, ma le ossessioni sì: quelle non chiudono mai. E così il discorso di fine anno di Sergio Mattarella, pronunciato ieri sera, avrebbe comunque prodotto commenti, sospetti, rivelazioni, anatemi. Proviamo allora a immaginare che cosa avrebbero scritto, ognuno fedele al proprio demone interiore, Corriere della Sera, la Repubblica, Libero, Il Giornale, La Verità e Il Fatto Quotidiano. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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