Non si può escludere il rischio di collasso arginale

Le recenti alluvioni hanno evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture idrauliche, tra cui l’argine sinistro a monte del ponte della ferrovia di Boncellino. Tra i punti di attenzione degli inquirenti, anche i lavori di ricostruzione svolti dopo la prima alluvione di maggio 2023, che sollevano dubbi sulla stabilità e sui possibili rischi di collasso. La situazione richiede una valutazione approfondita per garantire la sicurezza delle aree circostanti.

All’indice degli inquirenti ci sono finiti anche i lavori per la ricostruzione dell’argine sinistro a monte del ponte della ferrovia di Boncellino distrutto nelle prima alluvione, quella di inizio maggio 2023. Pure questa volta le opere ritenute necessarie, erano state assegnate in regime di somma urgenza con conseguente deroga al Codice degli appalti. Per puntellare, era stata inserita una clausola residuale: "Indispensabilità per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità". La cifra congrua era stata dunque stabilita in maniera unilaterale senza confronto tra ditte e con riferimento - prosegue l’accusa - solo a un generico prezzario regionale. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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