Darderi nervoso contro Sinner tra racchetta lanciata e episodio in tribuna

Sinner domina, Darderi si innervosisce e un episodio curioso in tribuna segna il tie-break decisivo: tra racchette volanti, tensione e un bimbo in lacrime, l’ottavo di finale agli Australian Open prende una piega inattesa.

darderi nervoso

La sfida degli ottavi agli Australian Open 2026 si chiude in tre set, con Jannik Sinner che impone ritmo e solidità fin dalle prime battute. Luciano Darderi fatica a trovare misure e continuità, condizionato da un avvio complicato e da una serie di errori non forzati che spianano la strada al connazionale.

I primi due parziali scorrono senza veri scossoni: Sinner comanda gli scambi e sfrutta ogni passaggio a vuoto dell’avversario, mentre Darderi appare contratto, forse anche per il peso del confronto con il numero due del mondo. Il punteggio di 6-1, 6-3 fotografa un divario netto, più mentale che tecnico.

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La frustrazione dell’italo-argentino esplode nel secondo set, subito dopo aver perso un turno di servizio: Darderi scaglia la racchetta a terra con un gesto plateale, accompagnato da un urlo liberatorio. Sinner, dall’altra parte della rete, resta impassibile e si limita a voltarsi per preparare il servizio successivo, senza concedere reazioni.

Nel terzo set la partita cambia tono. Darderi riesce a sciogliersi, alza la qualità e tiene testa a Sinner fino al tie-break, riaprendo per un attimo uno scenario che sembrava già scritto. L’azzurro numero 24 del ranking parte avanti 2-0, dando l’impressione di poter allungare l’incontro.

Proprio nel momento più delicato arriva però un episodio curioso: un bambino in lacrime in tribuna attira l’attenzione di Darderi durante la preparazione al servizio. Il pubblico di Melbourne reagisce con qualche risata, ma l’interruzione spezza la concentrazione del tennista, che da lì in poi non riesce più a incidere.

Sinner approfitta del calo improvviso, infila una serie di punti consecutivi e chiude il tie-break 7-2, archiviando il match con autorità. L’ultimo parziale diventa così l’emblema di una gara in cui Sinner resta lucido nei momenti chiave, mentre Darderi paga tensione e discontinuità.