Crans-Montana, nuove accuse sui Moretti per la morte di Cyane Panine

Una notte di festa si è trasformata in tragedia a Crans-Montana. Nuove testimonianze riaccendono il dibattito sulle responsabilità nella morte di una giovane cameriera, tra ordini contestati, sicurezza assente e versioni contrastanti.

crans montana

A Crans-Montana la vicenda dell’incendio di Capodanno continua a far emergere dettagli che cambiano la lettura dei fatti. La vittima, la ventiquattrenne Cyane Panine, lavorava come cameriera nel locale devastato dalle fiamme e, secondo i familiari, viveva una condizione di forte pressione professionale.

La famiglia racconta di turni estenuanti e di un clima in cui rifiutare un compito non era considerato possibile. La sera del 31 dicembre, a Cyane sarebbe stato chiesto di occuparsi dell’accoglienza degli ospiti prima di scendere in cantina per seguire indicazioni operative, senza ricevere spiegazioni sui rischi.

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Il momento più critico è arrivato durante il servizio dello champagne. Ogni bottiglia aveva una scintilla accesa e Cyane, sollevata sulle spalle di una persona mascherata, non avrebbe percepito il pericolo. Una delle scintille ha sfiorato il soffitto rivestito di materiale fonoassorbente, dando origine alle fiamme che hanno invaso la sala.

Nelle dichiarazioni agli inquirenti, Jessica Moretti ha sostenuto che la giovane avrebbe agito di propria iniziativa. Una versione che non convince chi era presente. Un’ex collega e amica di Cyane ha descritto una scena diversa: la titolare, agitata per la carenza di personale, avrebbe imposto di portare in sala sedici bottiglie nel minor tempo possibile.

Secondo la stessa testimone, anche l’abbigliamento non sarebbe stato opzionale. Cyane avrebbe indossato un casco promozionale con visiera scura, alimentato a batteria, che limitava notevolmente la visuale. La ragazza si sarebbe accorta delle scintille sul soffitto solo pochi istanti prima che l’incendio si propagasse.

Gli atti dell’indagine confermano che quei caschi venivano usati durante iniziative pubblicitarie interne al locale. I proprietari sono ora indagati anche per omicidio colposo. Jessica Moretti resta a piede libero, ma è sottoposta a controllo con braccialetto elettronico, nel rispetto della presunzione di innocenza.