Bonus sostegno famiglie 2026: assegno unico, riforma ISEE, congedi, bonus scuola e altri aiuti

Bonus e agevolazioni per le famiglie italiane nel 2026: assegno unico più alto, riflessi della riforma ISEE e nuovi sostegni per genitori, scuola e servizi essenziali.

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Nel 2026 il sistema di sostegno alle famiglie italiane viene rivisto con importi più alti per l’assegno unico universale e un ISEE ricalcolato per alleggerire l’indicatore economico delle famiglie: la nuova franchigia per l’abitazione principale e modifiche alla scala di equivalenza dovrebbero portare molti nuclei a rientrare in fasce più favorevoli. L’adeguamento delle soglie ISEE all’inflazione andrà a beneficio diretto degli importi erogati, con potenziali aumenti entro le varie fasce contributive.

Il bonus mamme lavoratrici è stato potenziato, passando da 40 a 60 euro al mese per le lavoratrici con almeno due figli e ISEE entro certi limiti, con la misura esentasse e non rilevante ai fini dell’indicatore. La Legge di Bilancio prevede anche strumenti di conciliazione lavoro-famiglia e decontribuzione per datori di lavoro che assumono madri con più figli.

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Per i nuovi nati resta confermato il bonus una tantum da 1.000 euro, da richiedere entro 120 giorni dalla nascita o adozione; è legato anch’esso all’ISEE e non concorre alla formazione del reddito.

Il bonus asilo nido continua a essere erogato alle famiglie con figli sotto i tre anni, con importi che possono arrivare fino a 3.000-3.600 euro annui a seconda della fascia ISEE, e la domanda ora vale per tutto il periodo di frequenza fino ai tre anni, senza rinnovo annuale.

Tra le novità di istruzione, molte amministrazioni locali introdurranno bonus libri scolastici e voucher fino a 1.500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro che iscrivono i figli a scuole paritarie nei primi anni delle superiori.

La riforma ISEE 2026 prevede un ricalcolo più favorevole dell’indicatore, con franchigia più alta per la prima casa e maggiorazioni della scala di equivalenza per le famiglie numerose; ciò può tradursi in un ISEE più basso, con conseguente accesso più largo a bonus e importi maggiori per l’assegno unico e altri aiuti.

Il congedo parentale facoltativo può essere fruito fino ai 14 anni del figlio, con una maggiore flessibilità nell’uso e con la retribuzione potenziata nei primi mesi; aumenta anche il numero di giorni di congedo per malattia dei figli.

Restano in vigore agevolazioni collegate alle tariffe dei servizi, come gli sconti sulle bollette e un possibile bonus Tari per nuclei in difficoltà economica, oltre a misure locali per mense, trasporti e servizi socio-educativi che utilizzano ancora l’ISEE come criterio di accesso.