Enrico Brignano spiazzato dalla domanda di un bambino: Quanti soldi hai davvero?
Una domanda ingenua ha messo Enrico Brignano davanti a una risposta senza filtri durante un incontro con bambini su RaiPlay. L’attore ha scelto la sincerità, raccontando il proprio rapporto con il denaro e con il passato.
Nel format La Conferenza Stampa su RaiPlay, Enrico Brignano si è trovato a fronteggiare una di quelle domande che non ammettono scappatoie. Un bambino, con naturalezza disarmante, gli ha chiesto quanto denaro possedesse realmente, provocando un attimo di silenzio in sala.
L’attore romano, visibilmente colto di sorpresa, ha scelto di non aggirare l’argomento. Ha spiegato di avere abbastanza per vivere serenamente, senza eccessi, ma con la possibilità di concedersi libertà e gesti di generosità. Una risposta misurata, lontana sia dall’ostentazione sia dalla falsa modestia.
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Subito dopo ha riconosciuto l’imbarazzo, definendo quella come la domanda più difficile ricevuta nel corso dell’incontro. Un momento accolto con applausi, che ha trasformato la curiosità del bambino in un’occasione di riflessione pubblica.
Brignano ha poi riportato il discorso sulle proprie origini, ricordando di non provenire da una famiglia agiata e di aver costruito il proprio benessere esclusivamente grazie al lavoro. Un passaggio che ha sottolineato quanto oggi si senta privilegiato, ma senza dimenticare le difficoltà di partenza.
Nel racconto ha inserito anche un riferimento ai figli, Martina e Niccolò, nati rispettivamente nel 2017 e nel 2021, avuti con la moglie Flora Canto. Ha spiegato di cercare, per quanto possibile, di trasmettere loro il valore delle cose e l’importanza di non considerare nulla come garantito.
Le parole dell’attore sono state accolte con un nuovo applauso in sala e hanno trovato ampia approvazione anche online. Molti utenti hanno apprezzato la sincerità e la semplicità con cui Brignano ha affrontato un tema spesso evitato nel mondo dello spettacolo.
L’episodio ha mostrato un lato intimo e diretto dell’artista, capace di trasformare una domanda innocente in un racconto personale fatto di memoria, consapevolezza e rispetto per il percorso compiuto.