Giuseppe Tamburi: il dolore del padre per la perdita di Giovanni nella tragedia di Crans-Montana
Giuseppe Tamburi condivide il dolore per la perdita del suo giovane figlio Giovanni, vittima della tragedia di Crans-Montana. Un racconto intimo sul legame familiare spezzato da un tragico evento.
Giuseppe Tamburi racconta il dramma della perdita del figlio sedicenne Giovanni, morto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio nel locale Le Constellation ha causato numerose vittime tra i giovanissimi. In un’intervista al Corriere della Sera, il padre descrive con parole intense il legame profondo con il figlio e il vuoto lasciato dalla sua scomparsa.
Giovanni, studente del liceo Righi di Bologna, era con il padre per le vacanze di fine anno: «Era il mio sole, vivevo per lui», ricorda Tamburi, sottolineando quanto fosse altruista, sportivo e amato da chi lo conosceva.
Leggi anche Lutto nazionale per la tragedia di Crans-Montana: oggi l'ultimo saluto a cinque giovani italiani
L’ultima immagine che Giuseppe ha di suo figlio risale alla sera dell’ultimo dell’anno, quando gli ha dato dei soldi per uscire con gli amici. Giovanni aveva partecipato a una cena, una festa all’aperto e poi si era diretto nel locale dove è divampato il rogo, senza immaginare che sarebbe stata l’ultima notte della sua giovane vita.
Quando ha potuto vedere il corpo del figlio, il padre ha raccontato che non mostrava segni evidenti di bruciature sul volto e ha ipotizzato che la tragica fine sia stata causata dal fumo e dalle esalazioni mentre cercava una via di fuga, come testimoniano le scene caotiche descritte da chi era presente.
Tamburi non risparmia critiche alle condizioni di sicurezza del locale: sottolinea con amarezza la presenza di una sola uscita di emergenza chiusa e l’importanza di uscite di sicurezza adeguate che avrebbero potuto salvare vite umane, se realizzate correttamente.