Gomorra - Le origini: Marco D'Amore racconta ai giovani un mondo feroce che parla al presente

#Gomorra - Le origini, raccontata da Marco D'Amore, rivela un mondo difficile e attuale. Ambientata negli anni Settanta, invita a riflettere sulle sfide dei giovani cresciuti in contesti di violenza e povertà.

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Una storia ambientata alla fine degli Anni Settanta che guarda dritto ai ragazzi di oggi. Gomorra - Le origini nasce con l’intento di mostrare un universo duro, segnato dalla violenza e dalla povertà, in cui giovanissimi sono costretti a crescere senza alternative. Un racconto che spinge a interrogarsi su quale futuro possano avere adolescenti costretti a vivere in contesti dominati da guerre, sopraffazione e assenza di prospettive.

Marco D’Amore torna nell’universo narrativo che lo ha reso noto, questa volta come regista, supervisore artistico e co-sceneggiatore del prequel in arrivo dal 9 gennaio su Sky e in streaming su Now. La serie ripercorre i primi passi di Pietro Savastano, ancora adolescente, nel momento in cui entra nel circuito criminale destinato a trasformarlo nel boss di Secondigliano conosciuto dal pubblico. Sullo sfondo c’è una Napoli del 1977 attraversata da profondi mutamenti sociali, segnata dal contrabbando di sigarette e dall’imminente diffusione dell’eroina.

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D’Amore chiarisce che l’obiettivo non è giustificare o assolvere quanto mostrato nella serie originale. Il progetto punta piuttosto a ricostruire un processo, a restituire il contesto da cui nascono determinate derive. Al centro viene posta la memoria, intesa come strumento per comprendere il presente in un’epoca che tende a consumare e dimenticare rapidamente ogni cosa.

La narrazione si sviluppa in sei episodi e affida il ruolo di Pietro Savastano al giovane Luca Lubrano. Il personaggio è un ragazzo inquieto e ambizioso, cresciuto per strada insieme a un gruppo di amici con cui condivide il desiderio di migliorare la propria condizione e quella delle rispettive famiglie. Per l’attore si tratta di un’esperienza vissuta come un riscatto personale, capace di trasformare una passione in un percorso professionale e di fargli sentire una responsabilità nel raccontare realtà spesso invisibili.

Il prequel riporta in scena anche le versioni giovani di due figure centrali della saga: Imma Savastano e Annalisa, conosciuta come Scianel. A interpretarle sono Tullia Venezia e Fabiola Balestriere, che hanno lavorato senza incontrare le interpreti originali, scelta pensata per costruire personaggi autonomi ma rispettosi dell