Referendum | Pm Bono ' Gettata la maschera pm disarmato questo vero fine riforma costituzionale'
Il referendum rappresenta un momento importante per il sistema giudiziario italiano. Secondo il Pm Bono, si tratta di un’occasione per evitare che si disarmino gli strumenti a tutela dell’indipendenza della magistratura, sia requirente che giudicante. La scelta di votare no si basa sulla convinzione che la riforma rischia di compromettere la libertà e l’autonomia dei pubblici ministeri, elementi fondamentali per il corretto funzionamento della giustizia.
Palermo, 24 gen. (Adnkronos) - “Votare no al referendum perché la posta in gioco è l'indipendenza della magistratura requirente e, conseguentemente, anche di quella giudicante, giacché il potere diffuso dei giudici non può essere esercitato senza l'iniziativa libera dei pubblici ministeri. E l'affermazione di Tajani sull'opportunità di sottrarre la polizia giudiziaria all'autorità dei magistrati dimostra che il vero intento è togliere le indagini al pubblico ministero per affidarle alla politica, come avevo previsto e messo nero su bianco nel mio libro Riforma NOrdio”. Così, all'Adnkronos, il sostituto procuratore generale di Caltanissetta Gaetano Bono. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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Referendum giustizia, scontro tra Di Pietro e lo storico Barbero, l’ex PM: “Lo stimo, ma non ha letto la riforma”Il referendum sulla giustizia ha suscitato diverse opinioni tra figure pubbliche.
Referendum, il pm Nino Di Matteo: “Riforma pericolosa per i cittadini, è spietata con i deboli e ha le armi spuntate verso i potenti”Il sostituto procuratore antimafia Nino Di Matteo ha espresso preoccupazioni sulla riforma giudiziaria in vista del referendum, sottolineando che potrebbe danneggiare i cittadini e favorire i potenti.
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Le ragioni del sì e del no al referendum sulla Giustizia. Venerdì 30 gennaio alle 18, alla biblioteca comunale di Priolo Gargallo, il secondo incontro a cui intervengono il senatore Antonio Nicita e il magistrato Gaetano Bono. Introducono l'avvocato Domenico Mi - facebook.com facebook
È bastato un video. Un professore che parla. Un referendum che entra finalmente nelle case. Poi la mano invisibile che abbassa il volume. Meta ha deciso che l’intervento di Alessandro Barbero sul referendum sulla giustizia doveva essere rallentato, meglio a x.com
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