Romagnoli naufrago nell’oceano tra ippocampi e piranha
Gabriele Romagnoli descrive il web come un vasto oceano, un ambiente complesso e variegato in cui si alternano opportunità e rischi. Tra rotte sicure e insidie, il mondo digitale ospita risorse preziose e pericoli nascosti, come piranha e ippocampi. Questa metafora invita a navigare con attenzione, consapevoli delle sfide e delle potenzialità di un universo in continua evoluzione.
Piranha. “L’assodato punto di partenza è che il web sia come l’oceano, ci trovi tutto: rotte salvifiche e deviazioni fatali, navi splendenti e relitti, cavallucci di mare e piranha ”, declama Gabriele Romagnoli sulla Repubblica. Concediamo pure al valente scrittore le deviazioni, le navi, i relitti, gli ippocampi e quant’altro, ma i piranha proprio no. Sono pesci che vivono solo in acque dolci, non nei mari, e a maggior ragione non nell’oceano come immagina Romagnoli. 14 gennaio 2026. Ricordo. Jari Pilati, inviato del Tg3 a Crans-Montana, nell’edizione delle ore 19: “Bisogna mantenere il ricordo di questi ragazzi che ci hanno lasciati, di quelli feriti, dice il parroco, ma anche guardare al futuro, alla speranza. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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