Povera Groenlandia… e poveri noi! I nodi climatici e geopolitici stanno venendo al pettine
La Groenlandia sta affrontando sfide ambientali e geopolitiche che riflettono i cambiamenti in atto nel nostro pianeta. A distanza di dieci anni, le questioni climatiche e i loro impatti su conflitti e migrazioni rimangono attuali e complesse. In questo contesto, riflettere sulle connessioni tra ambiente e geopolitica è fondamentale per comprendere le conseguenze di un mondo in evoluzione.
di Antonello Pasini* Proprio dieci anni fa, di questi tempi, stavo iniziando a scrivere un libro con il diplomatico Grammenos Mastrojeni sugli influssi dei cambiamenti climatici recenti su conflitti e migrazioni in giro per il mondo; un libro dal titolo emblematico: Effetto serra, effetto guerra. Già allora preconizzavamo una situazione di conflitto in Artico per via dei cambiamenti climatici recenti di origine antropica. Scrivevamo in particolare: “Poiché il Polo Nord si sta fondendo – e vi sono riscontri inequivocabili – gli stati che hanno ambizioni artiche iniziano a mostrare, ancora pacatamente, i muscoli, guardando alle nuove rotte di navigazione che si apriranno, ai giacimenti di gas e di petrolio e a tanto altro. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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"Impossibile unire mondi opposti. E presto i nodi verranno al pettine"L’idea di unire mondi così opposti, come quelli del centrodestra e del centrosinistra, può sembrare un’illusione.
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Non mi avete dato il Nobel E io mi prendo la Groenlandia. È una questione di ripicca, la pretesa di Donald Trump che la Danimarca consegni agli Stati Uniti l'isola nell'Artico. Lo ha scritto lui stesso, nero su bianco, in una lettera inviata al premier norvegese J - facebook.com facebook
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