L' agente segreto recensione | la memoria come cinema totale

L'agente segreto, diretto da Kleber Mendonça e interpretato da Wagner Moura, è un thriller politico che utilizza la memoria come elemento principale. Il film si distingue per uno stile sobrio e riflessivo, dimostrando come il cinema possa ancora offrire narrazioni profonde e coinvolgenti. Un'opera che invita a riflettere sui temi della memoria e della verità, mantenendo un tono pacato e preciso.

Kleber Mendonça dirige un grande Wagner Moura in un pacato thriller politico, dimostrando quanto l'arte cinematografica possa essere (ancora) vitale. In sala dal 29 gennaio. L'agente segreto diretto e scritto da Kleber Mendonça è un film gigantesco. Potremmo anche fermarci al folgorante inizio (forse, tra i migliori visti di recente), che asciuga il tempo come lo asciugava Sergio Leone in C'era una volta il West. Paragone ingombrante, ma nemmeno poi tanto: vedere per credere. Scena, testo, contesto. Dieci minuti in cui c'è già tutto. Un cinema assoluto, costruito senza transizioni, anzi allungato verso un umore sempre diverso, rivelandosi in tutta la sua potenza (modulato anche alla vibrante colonna sonora di Mateus Alves e Tomaz Alves Souza). 🔗 Leggi su Movieplayer.it

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