La Spezia la rivolta dei compagni di Abu Youssef | Prof complici a scuola non entriamo Lo strazio del padre al corteo – I video
A La Spezia, studenti e familiari si sono riuniti davanti all’istituto Chiodo per commemorare Abanoub Youssef, vittima di un episodio tragico avvenuto in ambito scolastico. La manifestazione ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, in un momento di riflessione e solidarietà, mentre il padre di Abanoub ha espresso il suo dolore durante il corteo.
Sono centinaia gli studenti che questa mattina si sono radunati fuori dall’istituto Domenico Chiodo a La Spezia per ricordare Abanoub Youssef, lo studente accoltellato a morte venerdì scorso nei corridoi del secondo piano della scuola. C’è chi porta un fiore, chi un messaggio, chi accende un lumino. Agli studenti del Chiodo si sono uniti, in segno di solidarietà, anche i colleghi dell’Ipsia, del liceo Mazzini, del Fossati, e di altri istituti superiori della città. Un gruppo si è piazzato di fronte all’ingresso. Non hanno zaini, ma cartelloni che accusano direttamente la scuola: «I prof sono complici».🔗 Leggi su Open.online
“I prof sono complici”: momenti di tensione davanti alla scuola di La Spezia dove è stato accoltellato Youssef Abanoub
Nella scuola di La Spezia, un episodio di violenza ha coinvolto Youssef Abanoub, accoltellato davanti all’edificio. Davanti all’ingresso, una scritta chiede giustizia, simbolo di un desiderio di attenzione e cambiamento. Un gesto di protesta di una studentessa, che ha cercato di attirare l’attenzione sul problema. La vicenda evidenzia le tensioni e le sfide che ancora caratterizzano il rapporto tra scuola e sicurezza.
Youssef, che gli amici chiamavano «Abu»: chi era il ragazzo di 19 anni accoltellato a scuola a La Spezia
Youssef, noto come «Abu» tra amici, era un ragazzo di 19 anni di La Spezia. Timido e diligente, studiava con impegno e lavorava nel tempo libero per sostenere la famiglia. La sua vita, segnata da semplicità e responsabilità, è stata tragicamente interrotta in un episodio di violenza scolastica. Uno zio ha ricordato: «Se fossero tutti come lui, nulla di brutto potrebbe succedere».
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La rilevazione potrebbe apparire meritoria, in quanto rivolta ad alunni/studenti palestinesi che, a causa dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza, non dispongono più di scuole nel proprio territorio. Solo pochi di loro sono riusciti a lasciare Gaza con le proprie f - facebook.com facebook
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