Così la giustizia dell' assurdo ha scelto di condannare Stasi
In questo testo si ripercorre il caso di Alberto Stasi, condannato in modo controverso. L’autore esprime fin da subito la propria opinione di innocenza, evidenziando come la giustizia abbia preso una direzione difficile da comprendere. Attraverso l’analisi dei fatti e delle decisioni giudiziarie, si cerca di offrire una prospettiva equilibrata su una vicenda complessa e dibattuta.
Per me Alberto Stasi è innocente. L'ho scritto subito, nell'articolo ripubblicato in questa pagina (uscì su il Giornale del 13 dicembre 2015). Contro di lui non c'è uno straccio di prova, anzi, negli atti ci sono indizi favorevoli alla sua innocenza. Fino a una certa ora, Stasi, il mattino del delitto, scrive la sua tesi di laurea. La tesi di laurea, non la lista della spesa. Roba che richiede concentrazione. Poi si alza e va a uccidere la fidanzata. Perché? Non si sa. Solo supposizioni. Infine, torna a casa e prosegue a scrivere la tesi di laurea, come niente fosse. E non è che scrive idiozie perché è sconvolto. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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