Talamoni prete e politico E pure i fascisti si zittirono | Non toccatelo è un Santo
Talamoni, figura di sacerdote e politico, suscitò rispetto anche tra i fascisti, che riconobbero la sua integrità. La Monza di fine Ottocento, una città modesta ma operosa lungo il Lambro, si sviluppava tra cascine e famiglie dedite all’agricoltura e alla sericoltura, testimoniando un’epoca di lavoro e semplicità. Un quadro di un passato che ha lasciato tracce nella storia e nell’identità locale.
È una Monza povera ma laboriosa quella che sorge alla fine dell’Ottocento sulle sponde del Lambro, punteggiata di cascine abitate da famiglie che coltivano la terra e allevano bachi da seta. Una città in cui vivono 17mila persone, 7mila delle quali operai nelle “cotonerie” come cappellai, tessitori e tintori di stoffe. Luigi Domenico Filippo Talamoni nasce in questo contesto, il 3 ottobre 1848, da una modesta famiglia in contrada dei Mulini, secondo dei sei figli di Giuseppe, un artigiano cappellaio, e di Maria Sala. Di famiglia profondamente cattolica, Luigi frequenta l’oratorio del Carrobiolo, in un mondo di grandi tensioni sociali. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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Talamoni, prete e politico. E pure i fascisti si zittirono: Non toccatelo, è un Santo.
Talamoni, prete e politico. E pure i fascisti si zittirono: "Non toccatelo, è un Santo" - Figlio di un cappellaio, insegnò per anni e dedicò tutta la sua vita ai poveri. ilgiorno.it
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