Repubblica cancella Pansa dalla sua storia

In occasione dei cinquant’anni dalla fondazione, «Repubblica» celebra la sua storia, ma risulta difficile ignorare le recenti decisioni editoriali. La cancellazione di Pansa dagli archivi, sollevata da alcune voci, solleva questioni sulla memoria storica e sul modo in cui vengono trattati i protagonisti del passato. Un tema che invita a riflettere sull’importanza di preservare la memoria e di rispettare il contributo di ogni figura nel panorama giornalistico.

La testata celebra i 50 anni dalla fondazione ma, con metodi sovietici, elimina dagli archivi il giornalista che le ha dato lustro. La colpa? Aver tradito i compagni svelando il lato oscuro della Resistenza. Persino alla sua morte fu trattato da lontano parente. C’è stato un tempo in cui Eugenio Scalfari era un sincero ammiratore dell’Unione Sovietica, al punto da convincersi che Mosca avrebbe vinto la sfida con l’Occidente. Prima di pentirsi, come in precedenza si era pentito di aver scritto su una rivista che si chiamava Roma fascista, coltivò infatti una sincera infatuazione per il sistema russo e di questo innamoramento, a quanto pare, è rimasta traccia nel Dna di Repubblica, il giornale da lui fondato. 🔗 Leggi su Laverita.info

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