L’abolizione dell’uomo sarà l’ultimo frutto del potere della tecnica

Clive Staples Lewis, noto per le sue opere di narrativa come Le cronache di Narnia, ha dedicato anche una significativa riflessione alla saggistica, tra cui il saggio L’abolizione dell’uomo. In questo testo, Lewis analizza le implicazioni etiche e sociali dello sviluppo tecnologico, sottolineando come il potere della tecnica possa influenzare profondamente la natura umana. Un'opera che invita alla riflessione sul rapporto tra progresso e valori fondamentali dell’uomo.

Clive Staples Lewis (1898-1963) è noto per Le cronache di Narnia, ma un ruolo fondamentale nella sua produzione letteraria lo riveste la saggistica, in particolare L’abolizione dell’uomo. Il volume, recentemente ripubblicato da Adelphi con traduzione di Edoardo Rialti (pagg. 107, euro 12), raccoglie e concentra le riflessioni più mature dell’autore. Ma soprattutto esamina le drammatiche implicazioni di un futuro dominato dalla tecnocrazia, in cui si intrecciano la manipolazione della natura e la crescente tendenza dell’umanità a minare la propria essenza. Lewis analizza ogni evoluzione e invenzione, dagli aerei ai contraccettivi, ma sviluppa la sua teoria in modo graduale e senza ricorrere a scorciatoie, immaginando generazioni sempre più soggette al controllo di chi detiene il potere di determinare il destino altrui, e che da lui vengono definiti come «pianificatori e condizionatori». 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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