In Iran non c’è più nulla da perdere Pahlavi è un simbolo ma c’è chi nega la realtà per motivi ideologici Parla Mojdeh Karimi

Le recenti immagini dall’Iran evidenziano una situazione complessa e difficile da interpretare. Mojdeh Karimi commenta come Pahlavi rappresenti ancora un simbolo, mentre altri negano la realtà per ragioni ideologiche. La repressione, con giovani manifestanti e famiglie colpite, mostra un quadro di tensione e sofferenza che richiede attenzione e riflessione. Un’analisi seria e rispettosa di un contesto in evoluzione, senza semplificazioni.

Le immagini che arrivano dall’ Iran sono difficili da archiviare come semplice cronaca. Corpi di giovani manifestanti chiusi in sacchi neri, portati via di notte, famiglie ridotte al silenzio. Non è solo repressione: è il funzionamento ordinario di un sistema di potere che da quasi mezzo secolo governa attraverso l’occultamento, la paura e la cancellazione delle prove. Il Secolo d’Italia ne parla con Mojdeh Karimi, attivista iraniana in Italia e vicepresidente dell’ associazione Italia-Iran. Quanto è dura oggi la repressione in Iran? Leggi anche Trump prende tempo sull’Iran: "Verificheremo se le esecuzioni si sono fermate". 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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© Secoloditalia.it - «In Iran non c’è più nulla da perdere. Pahlavi è un simbolo, ma c’è chi nega la realtà per motivi ideologici». Parla Mojdeh Karimi

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