Ricominciare a pregare in quest’ora buia Lettera da un silenzio

In tempi difficili, tornare a pregare può offrire conforto e speranza. Da Kyiv, le immagini quotidiane di case distrutte e cittadini in fuga testimoniano la durezza del momento. Un silenzio che invita alla riflessione, alla ricerca di pace interiore di fronte alle sfide. Questa lettera vuole essere un invito a ritrovare nel cuore la forza di affrontare l’oscurità, mantenendo viva la speranza.

Ma: queste immagini da Kyiv, ogni mattina, queste case rosse di fiamme o fantasmatiche, morte. Le tegole in pezzi, i vetri infranti, gli abitanti che fuggono a fatica nella neve. Queste immagini passano ogni mattina sui nostri smartphone, ma non ne parliamo al lavoro, o con gli amici. Come un tabù. Di ciò di cui non si può parlare occorre tacere, diceva un famoso filosofo, uno che se ne intendeva. Io fatico a tacere. L’altro giorno un missile Oreshnik ha colpito Leopoli. Potenzialmente può portare testate nucleari. Un biglietto da visita. A Kyiv è stato ucciso un medico dei soccorsi. I russi hanno colpito una seconda volta, pochi minuti dopo, apposta. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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