Perché oggi abbiamo ancora bisogno di rileggere Piero Gobetti | un anticorpo contro cinismo inerzia e resa preventiva

Piero Gobetti, morto cent’anni fa a soli ventiquattro anni, rappresenta ancora oggi un esempio di impegno civile e intellettuale. La sua vita, segnata dalle persecuzioni fasciste e dalla lotta per la libertà, ci invita a riflettere sulla necessità di mantenere vivo il senso critico e l’impegno civile. Rileggere Gobetti significa trovare un’ispirazione contro il cinismo, l’inerzia e la resa preventiva, valori ancora attuali nel nostro tempo.

Cent’anni fa moriva Piero Gobetti (Parigi, 15 febbraio 1926). Aveva ventiquattro anni. La sua vita finisce troppo presto, a causa delle ripetute aggressioni fasciste subite a Torino e il logoramento di mesi diventati persecuzione. Ma lascia un’eredità sproporzionata all’età: riviste, una casa editrice che porta il suo nome e che pubblica Montale, un’idea di cultura che non fa da cornice alla politica ma la attraversa. E una lettura lucida del fascismo delle origini: demagogia e violenza come strumenti di governo. Paolo Di Paolo incrocia Gobetti da tempo. Nel 2013 lo aveva raccontato nel romanzo Mandami tanta vita (Feltrinelli). 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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