Lo zampino di Putin nel ritardo o rinvio dell’intervento in Iran
L'intervento in Iran ha subito ritardi che alcuni attribuiscono a un ruolo di Putin, il quale può influenzare decisioni attraverso il controllo delle risorse energetiche. Tuttavia, la democrazia, nonostante il suo valore simbolico, non rappresenta un bene commerciale o immobiliare tangibile. Questa dinamica evidenzia come interessi geopolitici e risorse naturali possano influenzare le tempistiche degli interventi internazionali, spesso più di considerazioni ideologiche o politiche.
Può importare petrolio, e rivenderlo, esportando, ma non può esportare la democrazia, che almeno in apparenza non ha un enorme valore commerciale o immobiliare. Nel ritardo o nel rinvio a data da destinarsi dell’intervento in Iran, impiccato provvisoriamente alle impiccagioni dilazionate dei restanti eroi del dissenso contro gli ayatollah, secondo me, che non so niente, c’è lo zampino di Putin più che di Netanyahu, c’è qualche promessa sghemba di quelle che rivelano poi gli archivi, se ci saranno archivi a testimoniare l’infamia (Help is on its way!). Ma sono congetture ineffettuali, che seguono un mio tweet forse ingenuo, un Forza Trump scappato dalle emozioni forti del massacro degli occidentali di Teheran e Mashhad, gente un po’ di là e un po’ di qua dalla famosa linea del colore, che è il confine della Cmc, o Coscienza Morale Collettiva. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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