Quando la protesta non passa più da Hollywood ma dal country su TikTok
Negli anni recenti, le modalità di protesta e di espressione di opinioni si sono evolute, superando i confini tradizionali dei media. Oggi, molte voci si fanno ascoltare attraverso piattaforme come TikTok, dove il country si intreccia con nuove forme di comunicazione. Questo cambio di paradigma riflette come le modalità di confronto e di critica siano cambiate, passando dalla Hollywood dei grandi palcoscenici alla dimensione digitale e social.
Per chi era più o meno giovane nel marzo 2003, ci fu una sorta di momento di spaccatura nella musica country americana, quando le Dixie Chicks (ora Chicks) criticarono apertamente la scelta di George W. Bush di dichiarare la guerra. Lontani erano i tempi di Pete Seeger, Phil Ochs o ovviamente Bob Dylan, che è emblematico nell’eludere definizioni. Non era «We shall overcome» sul ponte di Selma, Alabama. Tra i famosi «taci e canta» ( shut up and sing ), ci fu un’implosione pre-virale da shitstorm e cancel culture, fenomeni che pensiamo nati ieri ma che esistono in ogni decennio, da quando la gente bruciava i dischi o boicottava uno scrittore. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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