È ora di aprire gli occhi sulla natura del melonismo anche in Europa

È importante comprendere la natura del melonismo e le sue implicazioni, anche nel contesto europeo. Analizzare i principi e le posizioni politiche ci permette di capire meglio le scelte di figure come Giorgia Meloni e il suo governo. Con chiarezza e sobrietà, possiamo affrontare queste tematiche senza pregiudizi, valutando le diverse sfumature e i fondamenti di un fenomeno che, in Italia, sembra ancora aperto a diversi interpretazioni.

Partiamo dai fondamentali e vediamo se ci capiamo: non si può essere contemporaneamente liberali e illiberali, europeisti e trumpiani, filoucraini e filoputiniani, dico bene? Se siamo d’accordo fin qui, possiamo chiudere la discussione sulle scelte di fondo di Giorgia Meloni e del suo governo prima ancora di aprirla, come del resto auspicavo già ieri, salvo dovermi poi arrendere all’evidenza del fatto che in Italia la questione appare tutt’altro che chiusa. Con il suo videomessaggio per la campagna elettorale di Viktor Orbán – a proposito, ma i «patrioti» non erano quelli che s’indignavano per qualsiasi «ingerenza straniera» nella politica interna di uno stato? – Meloni si è schierata dalla parte del massimo teorico (e pratico) della «democrazia illiberale», al tempo stesso cheerleader e beniamino di Donald Trump, nonché principale sostenitore (per non dire pupazzo) di Vladimir Putin in Europa. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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