Lo sciopero eterno e senza senso dei taxi
Lo sciopero dei taxi di ieri si è ripetuto senza portare nuove istanze o cambiamenti concreti. La protesta, che si protrae da tempo, non mira a riforme specifiche ma sembra più orientata a mantenere privilegi acquisiti. Questa situazione evidenzia le tensioni tra le esigenze dei cittadini e le richieste del settore, evidenziando l’importanza di un confronto costruttivo per trovare soluzioni equilibrate.
Ieri c’è stato l’ennesimo sciopero dei taxi. Non protestano contro una riforma: chiedono più privilegi. A dispetto di innumerevoli tentativi di revisione, la legge che disciplina al settore risale al 1992: appena un anno dopo l’introduzione del protocollo http (la preistoria di internet), contemporaneamente al lancio del Nokia 1011 (il primo telefono cellulare Gsm disponibile in commercio) e quindici anni prima del primo iPhone. Nel frattempo è cambiato tutto, ma la legislazione sulle autopubbliche no. Infatti, i tassisti si oppongono a qualunque tentativo di aggiornarla. A parole, il loro nemico numero uno sono ancora le piattaforme (e in particolare Uber, che in Italia – diversamente dalla maggior parte degli altri paesi – consente solo di prenotare auto con conducente professionista, sia esso un tassista o un ncc). 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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Lo sciopero eterno (e senza senso) dei taxi.
Sciopero a oltranza dei calciatori dell'Olbia: "Calpestata la nostra dignità" - facebook.com facebook
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