La lingua del potere non è più il latinorum
Le iscrizioni alle scuole medie e superiori sono aperte, riflettendo una tendenza italiana verso un approccio pratico e diretto all’istruzione. In un contesto in cui il “latinorum” perde importanza, i genitori privilegiano percorsi concreti e utili, come illustrato dalle parole di Renzo Tramaglino. Questa prospettiva sottolinea un cambio di paradigma nel sistema educativo, orientato a rispondere alle esigenze reali della vita quotidiana e del futuro dei giovani.
"Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?". Si aprono le iscrizioni per l'accesso alle scuole medie e superiori e sembra confermata la tendenza dei genitori italiani nel seguire fiduciosi il senso della vita molto pratico e senza fronzoli di Renzo Tramaglino quando, esasperato, va da don Abbondio per cercare di capire il motivo per cui il parroco continua a rifiutarsi di celebrare le sue nozze con Lucia. E don Abbondio, per nascondere la sua vile paura, parla con citazioni e formule latine per confondere il suo interlocutore, il quale sbotta con la celebre frase sul latinorum. Il passo di Manzoni è magistrale per spiegare il conflitto tra la lingua del popolo (Renzo) e quella del potere (don Abbondio): duecento anni fa l'autore de I promessi sposi ci aveva illustrato questa grande verità, ma noi oggi invece di farne tesoro siamo sempre più diventati ferventi tifosi di Renzo Tramaglino. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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