Quel labile confine tra colpa e innocenza

Venezia, con le sue atmosfere uniche, è stata spesso protagonista di storie e immagini che ne hanno sottolineato il fascino. Tuttavia, dietro la sua bellezza si nasconde un confine sottile tra colpa e innocenza, tra realtà e leggenda. Questo spazio di ambiguità rende la città un luogo ricco di significati, invitando a una riflessione più profonda sulla sua storia e sulla sua identità.

Raccontare Venezia è fin troppo semplice. Decine di film romantici e commedie rosa ne hanno immortalato calli, ponti e canali, trasformandola in un presepe di bellezza a cielo aperto. Ma quando Patricia Highsmith volge lo sguardo sulla laguna, la prospettiva cambia drasticamente: la città diventa un teatro di ombre, fra passi che echeggiano nei cortili e figure avvolte nella nebbia. Accade nel celebre Il talento di Mr. Ripley e succede, con uguale maestria, nel meno noto Inseguimento, ripubblicato da La Nave di Teseo (pp.336 €19 tr. Attilio Veraldi), un gioiello da non perdere. Nata in Texas nel 1921, cresciuta in un ambiente familiare difficile, dopo gli anni a New York e gli esordi nei fumetti, Highsmith trova la propria voce con Sconosciuti in treno, che Hitchcock porterà sul grande schermo. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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