‘Ambro’ strazio alla camera ardente Il papà del capotreno | Più sicurezza? Un po’ tardi per noi
Nella camera ardente allestita al Pantheon della Certosa di Bologna, familiari e amici si sono riuniti per rendere omaggio a Ambro, il giovane capotreno scomparso. Tra ricordi, lacrime e momenti di conforto, si cerca di trovare un senso in un dolore che colpisce profondamente tutta la comunità. La vicenda solleva anche interrogativi sulla sicurezza e sulla tempestività delle risposte istituzionali di fronte alle tragedie.
Bologna, 11 gennaio 2026 – Gli accarezzano dolcemente i capelli, parlano con lui, piangono e scherzano allo stesso tempo, ricordando aneddoti, battute, storie sul loro ‘Ambro’: la fidanzata, la mamma e il papà, gli amici più cari sono tutti qui, nella camera ardente allestita al Pantheon della Certosa. C’è incredulità sui volti, negli occhi di tutti un interrogativo: “Perché?” Alessandro Ambrosio è stato ucciso nel pomeriggio del 5 gennaio nell’area della stazione, sul viottolo che porta al parcheggio, un’area riservata solo ai dipendenti. Un unico fendente, inflitto con moltissima forza, alle spalle, l’ha portato via per sempre a quanti lo amavano. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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