Si può lasciar perdere Guinizzelli
Può sembrare insolito, ma spesso le piccole scene quotidiane rivelano più di quanto si immagini. Oggi, un’aspirante studentessa si è seduta accanto a me in metropolitana, dedicandosi con dedizione allo studio. In questo breve momento si possono cogliere aspetti di impegno e passione per la cultura, che meritano di essere osservati con attenzione e rispetto. Di seguito, una riflessione in forma di sirventese su questa scena semplice ma significativa.
Vorrei scrivere un sirventese sull’eroica studentessa che stamane si è seduta di fianco a me in metropolitana e, sospirando infinita rassegnazione, ha estratto dallo zaino il manuale di letteratura italiana per mettersi a compitare “Al cor gentil rempaira sempre amore”; mi vedo però costretto ad anteporre una nota tecnica, che affido a quest’angolino di Foglio. I programmi per il triennio dei licei sono svolti in ordine cronologico, da “Sao ke kelle terre” in poi, perciò la ragazza in questione frequenta la terza e ha circa sedici anni. Il prodotto editoriale che ha allietato il suo tragitto sotterraneo è un manuale che segue la stessa scansione di quando studiavo io o, prima ancora, i miei genitori; un tempo in cui chi ne stilava dava per assodato che gli adolescenti leggessero per diporto romanzi più o meno leggeri, quindi avessero bisogno di ripartire dal Medioevo per integrare e inquadrare una conoscenza della letteratura che si supponeva limitata a, che so, Bassani, Moravia, Tomasi di Lampedusa, Elsa Morante, Umberto Eco, Susanna Tamaro. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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Lasciar perdere non è un gesto di debolezza. È il gesto d'amore più grande che puoi fare verso te stessa/o quando capisci che quella battaglia ti sta consumando e basta. Non stai scappando. Ti stai mettendo in salvo. C'è qualcosa (o qualcuno) che stai tratten - facebook.com facebook
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