C’era una volta l’America
L’America del banditismo, come descritta da Sergio Leone, rappresenta un’immagine iconica fatta di dollari, pistole e personaggi senza scrupoli. Anche se spesso idealizzata, questa narrativa ha radici profonde nella cultura americana e continua a influenzare il modo in cui si percepisce il mito del West e il cinema di genere. Una storia che, tra realtà e finzione, rimane parte integrante del patrimonio culturale degli Stati Uniti.
In fondo l’America del banditismo, quella raccontata da Sergio Leone, fatta di dollari e pistole, come “Armonica” Bronson e “Cheyenne” Robards, di “Noodles” De Niro e “Max” Woods, svelta di mano e senza tanti scrupoli come il ghigno di “Frank” Fonda, non se n’è mai andata. Ci siamo cullati nel dopoguerra con gli eroi alla Eisenhower o i miti, non sempre veritieri, dei fratelli Kennedy. Ma l’America è sempre quella, dollari e armi, o viceversa. È nata per soldi, rifiutarono di pagare una tassa inglese sul the a Boston il 16 dicembre del 1773, e presero le armi. Con i soldi comprarono la Louisiana francese, e l’Alaska russa. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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C'ERA UNA VOLTA L'AMERICA
C’era una volta in America è il risultato di dieci anni di scrittura e riscrittura, centinaia di provini per scovare i volti dei protagonisti, un anno di riprese e decine di set sparsi per il mondo. Il problema era la durata; il primo montato era di dieci ore. Leone si convin - facebook.com facebook
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