La storia di Sidney Blanco due volte esule volontario da El Salvador per non morire ammazzato

Sidney Blanco, due volte esule volontario da El Salvador, ha scelto di lasciare il proprio paese per sfuggire a situazioni di violenza e minacce di morte. La sua storia rappresenta un esempio di come le crisi sociali e politiche possano costringere le persone a cercare rifugio altrove, spesso a costo di grandi sacrifici. Analizzare queste esperienze aiuta a comprendere meglio le conseguenze delle tensioni in America Centrale e l’importanza di soluzioni sostenibili.

di Gerardo Ongaro Tragedie come quella del Venezuela ci conducono a riflettere sulla macabra ripetitività degli eventi. Quello che qui brevemente racconto riguarda la stessa parte di mondo, così lontana eppure così vicina a noi: l’ America Latina. Per ragioni di studio, nel 1991 mi trovavo a Granada a condividere un appartamento con il salvadoregno Sidney Blanco. Lui stava facendo il dottorato, finanziato dai gesuiti. I gesuiti divennero noti al mondo per la loro adesione alla Teologia della Liberazione, che afferma un Dio vicino ai poveri, con diritto a rivendicare la giustizia sociale. L’America Latina era martoriata dalla violenza delle dittature, da forze paramilitari, tra le quali gli Squadroni della Morte, che gli Stati Uniti d’America appoggiavano, perché garantivano alleanze e risorse minerarie. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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