Aiutatemi L’appello sui social e dopo 50 anni Samantha ritrova la sua vera famiglia
Dopo cinquant’anni, Samantha ritrova la sua famiglia grazie a un appello sui social. La storia, iniziata in modo semplice durante una notte d’inverno, si è sviluppata in breve tempo, coinvolgendo persone e ricordi. Un esempio di come la solidarietà e la condivisione possano riaccendere legami di lunga data, offrendo una nuova speranza e un senso di appartenenza.
Una storia che nasce quasi per caso, nel silenzio di una notte d’inverno, e che in poche ore si trasforma in una catena di memoria, solidarietà e umanità condivisa. È la notte dell’Epifania quando un post anonimo compare su Facebook, senza clamore né nomi in evidenza. A scriverlo è Samantha, nata nel 1976 a Dolo e data in adozione da neonata, che affida ai social il desiderio di ritrovare le proprie origini e, soprattutto, i fratelli biologici mai conosciuti. Quella che poteva restare una richiesta dispersa nel flusso della rete diventa invece un racconto collettivo che coinvolge un intero territorio, la Riviera del Brenta, e che si conclude con un ricongiungimento familiare inatteso. 🔗 Leggi su Caffeinamagazine.it
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“Aiutatemi a ritrovare mio figlio”. È il drammatico appello di una donna di Bologna che sta cercando il figlio Giovanni Tamburi, 16 anni, tra i dispersi italiani nel devastante incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Il ragazzo si trovava in - facebook.com facebook
Crans-Montana, l’appello disperato della mamma di un ragazzo bolognese: “Aiutatemi a ritrovare mio figlio” x.com
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