Per la mia Cortina sarà un’Olimpiade da non sprecare
Kristian Ghedina rappresenta l’essenza della passione per lo sci alpino, come dimostra il suo celebre salto sulla Streif di Kitzbühel. Per la sua Cortina, questa Olimpiade è un’opportunità da valorizzare al massimo, un momento di grande rilevanza che merita attenzione e rispetto. Un’occasione per celebrare lo sport e la tradizione, senza enfasi, con il giusto tono di sobrietà e cura per i dettagli.
C’è un gesto che più di ogni altro racconta Kristian Ghedina: quel salto sulla Streif di Kitzbühel, il corpo sospeso nel vuoto, la velocità come unico orizzonte possibile. Un’immagine diventata iconica, sintesi perfetta di un modo di vivere lo sci e la vita senza compromessi. Ghedina non è stato soltanto uno dei discesisti più spettacolari della storia azzurra, ma anche uno dei più vincenti: 13 successi in Coppa del Mondo, tre medaglie iridate (due argenti in combinata e discesa libera e un bronzo in discesa), protagonista assoluto degli anni Novanta, ma più ancora dei numeri, a renderlo unico è stato il rapporto viscerale con lo sci, amato più di ogni altra cosa, vissuto come libertà, rischio, bisogno quasi fisico. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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Che Olimpiade fu davvero Cortina 1956 E come si intrecciarono sport, politica, cinema e nascente società dei consumi Andrea Goldstein racconta Cortina 1956 come un crocevia irripetibile: tra Guerra fredda e Dolce vita, tra mondanità, imprese spo - facebook.com facebook
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