L’élite iraniana alla prova tra le proteste interne e l’assedio internazionale

All'inizio di ogni anno, la leadership della Repubblica Islamica Iraniana si confronta con sfide significative. Tra le proteste interne e le pressioni dell'isolamento internazionale, il paese si trova in un momento di particolare tensione. Questo scenario mette alla prova l’unità e la stabilità dell’élite iraniana, evidenziando le difficoltà di un sistema che cerca di mantenere il suo equilibrio di fronte a crescenti complessità.

Gli inizi di anno sono molto spesso da dimenticare per la leadership della Repubblica Islamica Iraniana. Nel 2020, il 3 gennaio, gli Usa assassinarono in Iraq Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Pasdaran e uomo forte delle armate di Teheran; quattro anni dopo, fu l’ Isis-K a colpire Kerman con un violento attentato (94 morti) nello stesso giorno. Il 2026 si è aperto come il 2025 si è chiuso, con ondate di proteste che sfidano le autorità del Paese. Magmatiche e decentralizzate, le proteste nate dal bazar delle principali città contro il carovita e il tracollo economico stanno trasformandosi nell’ennesimo banco di prova per una leadership politico e religiosa che rischia di incancrenirsi. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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