Moser | La globalizzazione ha cambiato il ciclismo italiano nessuno investirebbe 50 milioni come la squadra di Pogacar
Francesco Moser analizza l’impatto della globalizzazione sul ciclismo italiano, sottolineando come le dinamiche del settore siano cambiate negli ultimi anni. In un’intervista a Libero, l’ex campione riflette sulle sfide attuali, evidenziando come investimenti significativi, come quelli della squadra di Pogacar, siano ormai rari in un contesto di mercato in evoluzione.
L’ex ciclista Francesco Moser ha parlato, in un’intervista a Libero, della crisi del suo sport in Italia. L’intervista a Moser. Se l’aspettava una Caporetto simile? « In parte. L’Italia un tempo era capofila del ciclismo, aveva le squadre più forti e ospitava tantissime corse importanti. Di conseguenza avevamo i corridori più bravi. La globalizzazione ha cambiato tutto ». Tre ragioni per capire questo scempio? « Il movimento si è ridotto, non ci sono più squadre italiane e mancano gli investitori, gli sponsor. La squadra di Pogacar costa 50 milioni di euro, chi altri può rivaleggiare in termini di investimento su un team di ciclismo? Manca il fuoriclasse, non ci sono corridori che vanno forte. 🔗 Leggi su Ilnapolista.it

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