I moralisti del sonno l’internet permaloso e la disperata solitudine degli altri

Il 30 dicembre, una persona chiamata Nicola ha utilizzato l’intelligenza artificiale per ottenere una frase personalizzata. In un contesto segnato dai moralisti del sonno, dall’internet permaloso e dalla solitudine diffusa, questo episodio riflette le nuove modalità di comunicazione e ricerca di significato. Un esempio di come la tecnologia possa influenzare le interazioni quotidiane, offrendo strumenti per esprimersi e condividere pensieri in modo più diretto e immediato.

Il 30 dicembre “Nicola”, o comunque si chiami, con le sue brave bandierine di buone cause, è andato a chiedere all’intelligenza artificiale una frase per me. In inglese, vai a sapere perché (saranno le buone cause che lo rendono cosmopolita). Poi ha fatto il suo bravo screenshot, e me l’ha postata. Erano sei righe, ma lui ha sottolineato solo la prima: sì, dormire troppo poco aumenta significativamente il rischio di aumento di peso. Non vorrei avervi tratto in inganno: lo scopo di questo articolo non è domandarvi se il mondo fosse meglio quando eravamo in grado di scrivere «taci, chiattona» senza richiedere il soccorso dell’intelligenza artificiale, soccorso che consuma più o meno l’acqua del lago di Como per dire a Soncini che rischia di ingrassare (rischio? Nico’, ma mi hai vista?). 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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