Fermarsi per la strage non serve a niente
Fermarsi di fronte a una tragedia come quella della notte di Capodanno non porta a cambiamenti immediati. In Svizzera, in segno di rispetto, è stato proclamato il lutto nazionale. È importante riflettere sulle cause e sulle misure necessarie per prevenire eventi simili, mantenendo un approccio sobrio e concreto di fronte a questa difficile realtà.
Gentile Direttore Feltri, a fronte delle decine di morti nella strage della notte di Capodanno, in Svizzera è stato proclamato il lutto nazionale. Ma anche il giorno della tragedia gli impianti sciistici risultavano aperti e attivi, così negozi e strutture ricettive varie. Hanno perso la vita giovanissimi in modo terribile. Non sarebbe stato il caso di fermare tutto? Rosa Polito Cara Rosa, capisco la tua domanda e capisco anche l'istinto: davanti a una strage viene naturale pensare che fermarsi sia la forma più alta di rispetto. Ma è proprio qui che si annida l'equivoco: il lutto non è uno stop generale imposto dall'alto, e soprattutto non deve trasformarsi in una punizione collettiva, in una recita forzata del dolore. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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A Crans-Montana, all’indomani della strage nel locale Le Constellation, convivono due realtà che si sfiorano, si guardano senza incontrarsi. Da una parte il lutto: poche centinaia di metri transennati, un’aiuola spartitraffico trasformata in memoriale spontaneo c - facebook.com facebook
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