Quando la cronaca è un macigno | il confine fragile tra mestiere e umanità nel racconto delle tragedie

Quando la cronaca si trasforma in un racconto di tragedia, si apre un delicato equilibrio tra il dovere professionale e il rispetto umano. Il giornalismo, in queste occasioni, deve affrontare la sfida di narrare fatti dolorosi senza sacrificare la sensibilità delle persone coinvolte. È un percorso che richiede attenzione e responsabilità, affinché le storie non siano solo dati, ma testimonianze di vite segnate dal dolore.

Raccontare una tragedia è una delle prove più difficili del mestiere giornalistico. Lo è sempre, ma lo diventa ancora di più quando i numeri smettono di essere statistiche e assumono volti, storie, età. A Crans-Montana, nella notte di Capodanno, sono morte 47 persone, in gran parte giovanissimi, intrappolati nell’incendio di un locale. È dentro questo contesto che va letta la commozione dell’inviato del Tg LA7, Carmelo Schininà, diventata a sua volta una notizia. Non si è trattato di una “caduta di stileâ€? o di un cedimento professionale. Al contrario, è la dimostrazione di quanto sia illusorio pensare che un giornalista possa separare completamente emozioni e razionalità quando si trova fisicamente immerso in una tragedia. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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