Iran avverte Trump: risposta militare in caso di attacco Usa
Teheran alza il livello dello scontro con Washington mentre le proteste interne continuano. Tra blackout, arresti e vittime, l’Iran avverte che reagirà a qualsiasi azione militare statunitense, mentre Trump valuta nuove opzioni di intervento.
L’Iran ha dichiarato che colpirebbe basi e unità navali statunitensi se gli Stati Uniti dovessero lanciare un’azione militare contro il Paese. Il messaggio è arrivato dal presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha definito legittimi obiettivi sia i centri militari americani sia i territori controllati da Israele.
L’annuncio ha alimentato l’allerta in Israele, dove cresce l’attenzione per una possibile iniziativa di Washington. Il clima è stato ulteriormente acceso da un intervento pubblico di Donald Trump, che ha parlato di un Iran “vicino alla libertà” e della disponibilità degli Stati Uniti a sostenere questo percorso.
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Secondo fonti dell’amministrazione americana, al presidente sono state presentate nuove ipotesi operative per un’eventuale azione in Iran. Tra le alternative in discussione figurano anche attacchi mirati su infrastrutture non militari nella capitale, come parte di una strategia di pressione sul regime.
Trump, riferiscono gli stessi funzionari, non ha ancora formalizzato una decisione, ma starebbe valutando seriamente l’opportunità di autorizzare un intervento come risposta alla repressione in corso contro i manifestanti.
Intanto a Teheran le proteste non si fermano. In un quartiere del nord della città, decine di persone si sono radunate nonostante il blackout di internet e la presenza delle forze di sicurezza. In alcuni video circolati online si vedono fuochi d’artificio, pentole battute ritmicamente e cori a favore della dinastia Pahlavi, rovesciata nel 1979.
Il numero delle vittime legate alla repressione delle manifestazioni è salito ad almeno 116 morti, mentre gli arresti superano quota 2.600, secondo una organizzazione per i diritti umani con sede negli Stati Uniti.
Il comandante della polizia nazionale, Sardar Radan, ha annunciato un ulteriore irrigidimento delle operazioni di sicurezza, rivendicando numerosi fermi e sostenendo che i principali responsabili dei disordini notturni siano stati individuati e arrestati.
Nel Paese resta attivo anche il blocco quasi totale di internet, in vigore da oltre 60 ore. L’osservatorio indipendente Netblocks ha definito la misura una grave minaccia per la sicurezza e il benessere della popolazione, sottolineando come il blackout rappresenti un elemento critico in una fase decisiva per il futuro dell’Iran.