Alessandro Ambrosio, capotreno ucciso a Bologna: chi era e la sua vita tra treni e musica
Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno di Bologna, è stato tragicamente ucciso il 5 gennaio 2026. La sua morte ha suscitato dolore tra colleghi e amici, mentre le autorità avviano le indagini per chiarire quanto accaduto.
Si chiamava Alessandro Ambrosio e aveva 34 anni: è stato ucciso la sera del 5 gennaio 2026 a Bologna, in un’area vicina alla stazione centrale. La notizia ha scosso colleghi e conoscenti, mentre le indagini cercano di ricostruire con precisione cosa sia accaduto e chi lo abbia aggredito.
L’omicidio è avvenuto nei pressi del piazzale Ovest, in zona viale Pietramellara, lungo il percorso che conduce al parcheggio riservato al personale ferroviario. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito con un fendente all’addome, in un’azione improvvisa; per lui non c’è stato nulla da fare.
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Ambrosio lavorava come capotreno per Trenitalia. In base alle informazioni emerse nelle ore successive, non sarebbe stato in servizio al momento dell’aggressione: stava raggiungendo la propria auto quando è stato attaccato.
Originario del Bolognese, viveva nella zona di Anzola dell’Emilia ed era residente a Calcara di Valsamoggia. Aveva conseguito una laurea in statistica, ma aveva scelto la vita ferroviaria seguendo una strada familiare: il padre era ferroviere ed era andato in pensione da poco.
Fuori dal lavoro, però, la sua identità era legata soprattutto alla musica. Chi lo conosceva lo descrive come una persona attenta, educata, capace di mettere a proprio agio gli altri, con un carattere discreto e disponibile.
La chitarra era una presenza costante: amici e conoscenti lo ricordano come un grande appassionato, abituato a suonare in compagnia e a ritagliarsi momenti di condivisione attorno alla musica. In molti lo chiamavano “Ambro”, un soprannome entrato nel linguaggio quotidiano di chi gli era vicino.
Nelle stesse ore, oltre al cordoglio, si è concentrata l’attenzione sulla caccia al sospetto aggressore: gli investigatori stanno lavorando su testimonianze e immagini di videosorveglianza per individuare l’autore e chiarire il contesto in cui è maturato l’attacco.