Crans-Montana, il racconto di un testimone sull'incendio: Persone ustionate e senza capelli, scene disumane

#Crans-Montana, una notte di Capodanno segnata da un grave incendio. Testimoni descrivono scene drammatiche di caos, persone ustionate e fuga disperata. Ecco il racconto di Jacopo Bucci, presente in quel momento.

crans montana

Le grida hanno anticipato il fumo, poi il caos. In pochi istanti il panico ha travolto chi si trovava nei pressi del locale, mentre le fiamme prendevano forza e la folla cercava una via di fuga. La notte di Capodanno a Crans-Montana si è trasformata in un incubo per decine di persone presenti in centro.

Tra i testimoni c’è Jacopo Bucci, arrivato in città con un gruppo di amici per festeggiare l’inizio del nuovo anno. Racconta di aver visto persone uscire dal locale con segni evidenti di ustioni, alcune senza capelli, altre a terra, mentre intorno si correva nel tentativo di mettersi in salvo. La scena, descrive, era impossibile da assimilare razionalmente.

Leggi anche Crans-Montana, il padre di una vittima di Corinaldo: 'Rabbia senza fine, servono controlli severi

Poco prima dell’incendio, il gruppo era passato davanti al locale, che appariva normale e operativo, come la sera precedente. Dopo aver valutato un altro bar, giudicato troppo caro, i ragazzi avevano deciso di tornare indietro, restando però all’esterno per via di un forte odore di gas avvertito nell’aria, percepito come un possibile pericolo.

È stato all’esterno che hanno assistito all’inizio del rogo. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma l’atmosfera era già segnata da urla, paura e disperazione. Particolarmente drammatiche, secondo il racconto, le grida dei genitori in cerca dei figli, un dettaglio che ha reso la situazione ancora più angosciante.

La sala da cui sarebbe partito l’incendio si trovava in un seminterrato. Jacopo riferisce di non aver notato, nelle serate precedenti, finestre o estintori visibili, elementi che solitamente attirano l’attenzione in altri locali. Anche la segnalazione dell’uscita di emergenza destava perplessità, indicando una scala stretta e poco agevole.

Oltre alla sala principale, con una capienza stimata intorno alle 200 persone, era presente un’area privé sul retro. Non è chiaro se fosse dotata di uscite di sicurezza, poiché il gruppo non vi aveva mai avuto accesso.

Il giorno prima dell’incendio, i ragazzi avevano conosciuto una guardia giurata al suo primo giorno di lavoro nel locale, con cui avevano parlato a lungo. Dopo la tragedia, sono tornati sul posto non solo per rendere omaggio alle vittime, ma anche per cercare risposte su quanto accaduto.