La cravatta che accelerò la fine della carriera di Sebastiano Rossi
Il 17 gennaio 1999, durante una partita di calcio, il portiere di una squadra di Milano subì un gol su rigore che molti giudicarono generoso. In quell’occasione, il portiere impedì a un attaccante di riprendere il pallone stringendolo con una
Tecnicamente venne definita “cravatta al collo”, poiché rimandava a certe risse vintage da cortile. Un colpo proibito, sleale e inopportuno, eppure molto cinematografico. Poteva ricordare, più per conseguenze che per dinamica, anche una mossa del wrestling, conosciuta come la presa da dietro di chi, con il braccio attorno al collo, provava a immobilizzare l’avversario. Fu qualcosa di simile, un gesto improvvisato e istintivo, dettato dalla rabbia e dalla frustrazione. Uno stop imposto con il braccio che si allunga, colpendo alla giugulare il malcapitato che, da va sé, perde l’equilibrio e cade a terra a pancia in su, ricordando certi momenti...🔗 Leggi su Gazzetta.it

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