Il governo batta almeno due colpi per mettere mano alla mala giustizia
Il governo sta valutando modifiche alla normativa sulla giustizia, con l’intenzione di introdurre nuove restrizioni per il pubblico ministero e limitare l’uso delle misure di custodia cautelare. La proposta mira a ridimensionare l’azione del pm nell’indagine dei reati di propria iniziativa e a ridurre le applicazioni delle misure restrittive. Questi interventi sono stati discussi come risposta alle critiche ricevute in seguito al risultato negativo al referendum.
Il pm non deve più prendere notizia dei reati di propria iniziativa e serve un freno alle misure di custodia cautelare: soltanto così si può mitigare la delusione degli elettori dopo il No al referendum. Presidente di sezione emerito della Corte di Cassazione Ha perfettamente ragione l’ottima Silvana De Mari nell’affermare, come ha fatto su La Verità del 30 marzo scorso, che ora più mai, proprio a seguito della vittoria del No nel referendum, occorre mettere in primo piano l’esigenza di una vera riforma del «sistema giustizia», finalizzata soprattutto a impedire o, quanto meno, a rendere più difficile, l’attualmente troppo frequente verificarsi di casi di «mala giustizia» quali, in particolare, la privazione, anche per lunghi periodi, della libertà personale a carico di soggetti che, all’esito del giudizio, risultano poi non colpevoli. 🔗 Leggi su Laverita.info

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