Ho fatto un sogno | i leader del No si chiudevano in una stanza e scrivevano un programma
La notte del 23 marzo, i leader del movimento contrario alle proposte in discussione si sono riuniti in modo inusuale, decidendo di non uscire fino a aver definito un piano d’azione comune. La decisione ha suscitato sorpresa tra osservatori e partecipanti, poiché si è trattato di un gesto diverso dal solito confronto pubblico e mediatico. La riunione si è svolta in modo riservato, senza comunicati ufficiali immediati, e si ipotizza che l’obiettivo fosse trovare un'unità per le prossime mosse politiche.
Ho fatto un sogno. Nel sogno, la sera stessa del 23 marzo, invece del solito circo su “chi guida il campo largo”, i leader del No facevano una cosa inaudita: si chiudevano in una stanza e decidevano di non uscirne finché non avevano un piano d’azione unitaria e immediata. Per le primarie, sì. Ma non sul leader: sui programmi. Sarebbe stato lo sviluppo naturale del voto referendario: trasformare un No difensivo in un Sì a un progetto concreto, dare a quei 15 milioni di persone la sensazione che il loro gesto servisse a cambiare davvero qualcosa. Sarebbe stato il modo più semplice per smentire l’accusa di conservatorismo della destra e mostrare chi è che vuole davvero cambiare il Paese, e in quale direzione. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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