Un altro passo verso l’apartheid

Il 30 marzo, la Knesset ha approvato una legge con 62 voti favorevoli e 48 contrari che prevede l’introduzione della pena di morte per impiccagione per i palestinesi condannati per omicidio in Cisgiordania occupata. La legge rappresenta un cambiamento nel quadro legislativo e ha suscitato reazioni contrastanti tra i vari esponenti politici. La decisione arriva in un momento di tensione crescente nella regione.

Il 30 marzo la Knesset ha approvato con 62 voti contro 48 la legge che introduce la pena di morte per impiccagione dei palestinesi condannati per omicidio in Cisgiordania occupata. Il provvedimento entra in vigore tra trenta giorni. Netanyahu ha votato a favore. Ben Gvir, che ha guidato la campagna, ha stappato champagne in aula. «Abbiamo fatto la storia», ha scritto sui social. Il testo garantisce l’anonimato alle guardie carcerarie designate come esecutori e assicura loro l’immunità legale. I colloqui tra condannati e avvocati sono ridotti a videochiamate. L’esecuzione avviene entro novanta giorni dalla condanna. I tribunali militari della Cisgiordania occupata giudicano esclusivamente palestinesi: i coloni israeliani restano sotto i tribunali civili. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

Pena di morte in Israele, la condanna di Sanchez: “Passo verso l’apartheid”. Cosa prevede la legge e perché è asimmetricaBruxelles, 31 marzo 2026 – Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per atti di terrorismo, passata con 62 voti...

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Teatro Romano e palazzo Maggi. Un altro passo verso i cantieriVerrà firmato oggi il contratto per l’affidamento della progettazione esecutiva dei lavori al Teatro Romano e Palazzo Maggi.

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