Primarie del campo largo rispunta il federatore I leader frenano ma si candidano E Rosy Bindi spiazza tutti | Ho un nome coperto
Nel centrosinistra dopo il referendum, si registra un rinnovato interesse per la figura del federatore, anche se alcuni leader scelgono di candidarsi senza accordi ufficiali. Nel frattempo, una figura di spicco si fa avanti dichiarando di avere un nome coperto, sorprendendo gli altri protagonisti del dibattito. La situazione sembra delineare una divisione più netta all’interno del campo di alleanza.
Roma – Nel centrosinistra del post-referendum, più che un percorso condiviso sembra emergere una linea di faglia sempre più evidente. Il tema resta quello, sempiterno, della leadership. Da un lato c’è la fermezza di Elly Schlein, che rimanda a quando sancito dallo statuto del partito, chiarendo che il candidato premier dovrà essere espressione della coalizione di centrosinistra. Dall’altro, il ritorno di una suggestione che si pensava archiviata: quella del federatore. Bachelet: “La sinistra guardi al voto dei giovani. Le elezioni? Problema che non mi riguarda, spero di fermarmi qui” A riaprirla è Rosy Bindi, che si spinta anche oltre alimentando la suspense: “Io il nome ce l’ho in testa — se c’è una possibilità che questa cosa riesca è che il nome non lo faccia io”. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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