Le primarie non possono essere la scelta di un pupazzo

Quando Rosy Bindi ha evocato in tv la «carta coperta» per risolvere il problema della scelta del leader da candidare a Palazzo Chigi per il centrosinistra, i giornalisti più attenti e smaliziati hanno subito pensato a Pier Luigi Bersani. Io, lo confesso, un po’ per un’ovvia associazione di idee, un po’ per naturale inclinazione a cercare sempre il dettaglio minore, il punto di vista laterale, la piccola smagliatura nella grande tessitura della politica, ebbene sì, ho pensato alla candidata «senza volto» con cui i centri sociali vollero partecipare alle primarie del 2005. Vollero partecipare cioè a un’elezione convocata per scegliere il leader del centrosinistra, contestando però la personalizzazione e il leaderismo, dunque presentando un candidato, letteralmente, a volto coperto. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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